giovedì 11 giugno 2009

10 Maggio escursione al Sasso Simone-Simoncello


Le due inconfondibili alture calcaree del Sasso Simone (1204m) e del Simoncello (1221)segnano il confine tra le province di Arezzo e di Urbino e offrono la possibilità di piacevoli e suggestive escursioni tra rocce, panorami e fittissimi boschi di querce. Nel medioevo il pianoro sommitale del Sasso Simone era occupato dall'Abbazia benedettina di Sant'Angelo, mentre nel 1560 fu invece eretta una città fortezza per volere di Cosimo de' Medici la quale venne poi abbandonata e oggi ne rimangono pochissimi resti; ancora visibile è la strada selciata dalla quale si raggiunge facilmente la vetta.
La nostra escursione è iniziata a Miratoio, piccolo borgo caratteristico per le sue numerose vecchie case in sasso. Dal paese ci siamo incamminati per il sentiero n.117 e dopo aver attraversato un ampio crinale di pascoli siamo entrati in un fitto bosco di querce finchè siamo giunti al bivio con il sentiero n.118 proveniente dal passo della Cantoniera. A questo punto abbiamo deviato a sinistra e per comode salite abbiamo raggiunto il Passo della Valle dei Sassi(2 h). Qui abbiamo preso a sinistra il sentiero diretto al Sasso Simone che raggiunge a saliscendi la base delle pareti, si alza a tornanti per una ripida rampa e in mezz'ora porta all'altopiano sommitale superando con l'aiuto di corde fisse uno scomodo passaggio quasi verticale. Raggiunta la cima, dove è posta una croce, ci siamo sdraiati e abbiamo consumato il nostro pranzo.

Abbiamo preferito, per la discesa, il sentiero n.119 (vecchia strada lastricata) che scende sotto il contrafforte del Sasso Simone e per crinale che offre ampi panorami e con vista sulle profonde erosioni sul fosso dell'Inferno si raggiunge un bivio da cui un altro sentiero scende verso Case Poggio Mazzolo.
Al bivio siamo andati a destra per un sentiero che prima in lieve discesa e poi per un ampio crinale di pascoli raggiunge Miratoio da dove eravamo partiti (2.30 h)
Complessivamente l'escursione ha avuto una durata di 5 h per un dislivello di 400m
La giornata è stata piacevole e tutta la compagnia è rimasta soddisfatta.
E' stata la prima vera escursione per Francesca che se l'è cavata bene soprattutto perchè non si è mai lamentata, BRAVA FRANCESCA.

sabato 2 maggio 2009

Una gita per tutti nel Lazio

Due giorni bellissimi passati insieme alla mia famiglia, questa volta gita culturale alla scoperta di siti antichi, di castelli e giardini all'italiana!!!

Una gita alla portata di tutti...

Siamo partiti presto il 25 aprile in direzione LAZIO ed abbiamo toccato delle zone veramente bellissime: in primis il sito archeologico di FALERII NOVI (a metà strada fra Fabrica di Roma e Civita Castellana) Per raggiungere il sito abbiamo percorso la vecchia via Amerina, la particolarità di questa strada e delle altre in questa zona è che sono tutte costeggiate da piante di nocciole.

Questa che vedete sopra è una delle porte della città romana di Falerii Novi; la porta si chiama porta di Giove ed è l'unica visibile e ben conservata. La caratteristica della porta di Giove è quella di essere il primo esempio di architettura etrusca nel territorio falisco e si può riconoscere una testa del Dio Giove nella chiave di volta dell’arco. Il nome Falerii 'Falesioi' sembra derivare dal nome del suo mitico fondatore Halesus 'Falesos'. Le mura della città sono costruite con blocchi di tufo rosso e si estendono per circa 2100 metri racchiudendo circa 27 ettari di terreno.


All'interno l'edificio più visibile è la chiesa in stile romanico di Santa Maria di Falerii risalente alla prima metà del XII secolo. La chiesa, abbandonata nel 1798 dopo i gravi danni subiti durante le battaglie tra i francesi e l’esercito borbonico è stata recentemente ristrutturata. Vicino alla chiesa un edificio è stato adibito a fattoria ed ora è quindi possibile ammirare un paesaggio come in foto, dove storia e natura si fondono insieme.

Siamo poi ripartiti in direzione CALCATA: il paese di origine medievale fortificato a prima occhiata sembra esser nato dalla roccia dove è collocato. Calcata domina la valle del fiume Treja ed è oggi un luogo di artisti e di piccoli artigiani. Arrivati lì per l'ora di pranzo abbiamo trovato tantissime macchine per questo abbiamo scelto di scendere a valle e di incamminarci per uno dei tanti percorsi lungo il fiume Treja e successivamente salire a piedi a Calcata da un sentierino in salita che ci ha portati direttamente in centro. Abbiamo pranzato al sacco su uno dei tanti tavolini lungo il sentiero e subito dopo visitato il paesino strapieno di gente.

Nel pomeriggio siamo partiti per andare a CAPRAROLA a visitare il famoso CASTELLO FARNESE, una dimora assai regale costruita per la famiglia dei Farnese e diventata dimora estiva del cardinale Alessandro Farnese il Giovane nel 1600 circa. L'edificio ha una forma pentagonale con cortile circolare all'interno. Di grande importanza architettonica sono le scale elicoidali fra cui la famosa scala del cartoccio, una rampa che permetteva di far scendere, mediante una guida scolpita nel corrimano, un cartoccio di carta, con all’interno sabbia o sassolini, in modo da far giungere velocemente ai piani inferiori messaggi riservati. Le sale sono tutte completamente affrescate ma quella che più ci ha colpito è stata di sicuro la stanza delle Geografiche o del Mappamondo.


Per concludere la giornata siamo poi saliti in macchina per una visita mordi e fuggi di VITERBO, ormai stravolti siamo arrivati in piazza a vedere il Duomo e subito dopo ci siamo diretti a Corchiano al bed e breakfast che avrebbe dovuto ospitarci per la notte.


L'indomani mattina (giorno 26 aprile) siamo risaliti in macchina per visitare il CASTELLO RUSPOLI di VIGNANELLO; le prime notizie del castello risalgono all' 840 circa quando questo era ancora una rocca, solo successivamente nel 1530 circa divenne dimora della famiglia Ruspoli Marescotti. Da non sottovalutare l'importanza delle donne nella famiglia Ruspoli Marescotti, queste hanno avuto sempre un occhio di riguardo per il castello ed hanno pian piano raccimolato moltissime ricchezze. Ancora oggi esistono le principesse del castello che come in una fiaba abitano ancora l'antica dimora. Bellissimi inoltre i giardini all'italiana mantenuti in maniera perfetta. La visita è stata perfetta in quanto eravamo solo noi e la guida, ci siamo divertiti molto anche ad osservare dipinti e foto storiche della famiglia... gentilssimi le guide che ci hanno poi consigliato un posticino dove ci siamo diretti subito dopo la visita del castello.



Lasciato VIGNANELLO siamo partiti per VITORCHIANO alla ricerca di un centro botanico specializzato nella coltivazione di peonie cinesi... Il centro è davvero molto bello soprattutto in questo periodo quando le peonie fioriscono ed emanano un profumo eccezionale. Le specie di fiori erano a migliaia e di colori anche mai visti!!! All'interno del centro botanico si trova un piccolo cafè dove è possibile mangiare qualcosa di veloce (come abbiamo fatto noi) in un ambiente davvero speciale, l'arredamento infatti è tutto nei colori pastello delle peonie, lilla, verde salvia, panna, rosa...davvero fiabesco. A fine percorso è possibile comprare delle piantine di peonia e persino prodotti di bellezza sempre creati con lo stesso fiore... inutile dire che le mie tre donne si son date alla pazza gioia!!!

Nel pomeriggio ci ha sorpresi la pioggia che però non ci ha fermati, presi ombrelli e giacche a vento ci siamo diretti a VILLA LANTE a BAGNAIA, anche questa villa fu residenza di cardinali ed oggi oltre ad essere aperta al pubblico come anche il suo bellissimo giardino, è possibile visitare anche l'immenso parco che si estende poco distante. La villa è inoltre spesso usata come set cinematografico (vedi la recente fiction 'Paolo VI')

Da BAGNAIA siamo poi tornati verso casa, stanchi ma felici di aver conosciuto posti nuovi e di aver goduto di bellezze artistiche e naturali....

a presto

Tony e family

domenica 5 aprile 2009

UNA SETTIMANA CON LE CIASPOLE IN VAL BADIA


Amici del blog mi scuso per il ritardo. Per farmi perdonare vi porto alla scoperta di una delle Valli più belle delle Dolomiti: la VAL BADIA. Attraverso le immagini vi racconterò della settimana trascorsa insieme a Mario, Betty, Eufemia, Laura, Paola e Nadia, al Maso COL nel paesino di LA VAL nella bassa val badia. Questo luogo suscita in me sempre emozione,forse perchè da 12 anni vi trascorro le vacanze con la mia famiglia o forse perchè lo vedo come una pietra preziosa incastonata dentro una catena di montagne. Con le ciaspole ai piedi abbiamo cercato percorsi in luoghi incontaminati dove il manto nevoso risultasse interrotto solamente dalle impronte degli animali del bosco. Ci siamo immersi nel mondo che preferiamo pieno di colori, di suggestioni, di panorami mozzafiato, di emozioni, condito di allegria e serenità.

1°giorno: da Col all'Ospizio di Santa Croce. Siamo partiti dal maso Col dove eravamo ospitati e attraverso un percorso tra i boschi siamo arrivati ai prati dell'Armentara , luogo incantevole dove d'estate i valligiani salgono a segare il fieno che sarà di alimento per le loro mucche.Dopo un giro a 360° per ammirare il paesaggio e scattare le innumerevoli foto siamo ripartiti per giungere dopo un'oretta all'Ospizio di Santa Croce.La giornata era splendida. Dopo pranzo siamo tornati sui nostri passi accompagnati dal sussegursi dei vari colori , che il sole al tramonto, faceva assumere al paesaggio.

2°giorno: visto che le condizioni atmosferiche non erano favorevoli (cielo nuvoloso con possibilità di precipitazioni nevose),abbiamo deciso di dedicare la giornata alla visita di BRUNICO, BRESSANONE e dell' ABBAZIA di NOVACELLA

3°giorno: da Pederù al Rif. Sennes, Escursione a dir poco fantastica resa affascinante dalla neve fresca nella quale ,nonostante le ciaspole, sprofondavamo fino al ginocchio. Il freddo era pungente ed è stato faticoso raggiungere il Rif. Sennes; però appena ci siamo arrivati abbiamo dato sfogo al nostro appetito. Abbiamo camminato per 5h superando un dislivello di 600m ridendo e scherzando come è nostro solito.

4°giorno: dal Rif. Scoiattoli (vicino alle 5 torri) alla cima del Monte Nuvolau. Giornata spendida. Raggiunto con la seggiovia il Rif. Scoiattoli abbiamo chiesto al gestore informazioni sul percorso da noi scelto (passaggio sotto le 5torri). Sconsigliati per il pericolo rappresentato dall'abbondante neve abbiamo deciso di salire verso il Monte Nuvolau. Presa una pista battuta davanti al Rifugio l'abbiamo seguita fino ad un bivio da dove per una cresta non difficile ma di sicuro effetto siamo arrivati al Rif. Nuvolau posto in cima. Quì lo spettacolo era veramente grandioso. Lo sguardo spaziava verso le Tofane, la Marmolada, il Civetta, il Pelmo, la Croda da Lago, il Sorapiss ecc. Bello Bello Bello,anzi Bellissimo. Dopo esserci ripresi per l'emozione di questa vista e aver scattato molte foto ,abbiamo fatto ritorno al Rif. Scoiattoli e daquì con la seggiovia fino ariprendere le nostre auto.

5°giorno: da San Cassiano al Rif. Pralongià Da San Cassiano siamo saliti su per una pista battuta,superando un dislivello di 500m, fino al Rif. Piz Sorega (meta di un gran numero di sciatori) e da quì proseguito fino al Rif. Pralongià . A questo punto visto che il freddo era pungente siamo tornati passando per piste da sci fino al punto di partenza. Abbiamo camminato per 4h superando un dislivello di ben 650m. L' escursione non è risultata particolarmente suggestiva ma comunque sempre godibile.

6° giorno: escursione al Passo delle Erbe. Giornata dedicata all'abbronzatura. Siamo partiti per raggiungere il Passo dell Erbe decisi a camminare il meno possibile per poterci sdraiare al sole. Arrivati al Passo ci siamo comunque messi le ciaspole per raggiungere una baita non lontana che sembrava facesse al nostro caso.Infatti sul davanti erano posizionate 2 panche pronte per essere sfruttate.Ma appena ci siamo seduti é comparsa una nuvola, poi un'altra, poi ancora una ecc. per cui il sole andava e veniva vanificando le nostre aspettative di abbronzatura. Dopo pranzo abbiamo calzato le ciaspole di nuovo e abbiamo cominciato a vagare in largo e in lungo sulla neve fresca sempre al cospetto del Sas de Putìa. Tornati a La Val ci siamo preparati per la serata conclusiva. Era in programma una cena in un ristorante del paese. Avevamo invitato i proprietari del maso dove eravamo ospiti (Giovanni, Rosalia e Monica) e del maso dove sono ospite in estate (Edith, Sophie e David). La serata è stata magnifica, degna conclusione di una settimana a dir poco fantastica. Tutto questo grazie a Mario, Betty, Nadia, Laura, Paola, Eufemiae naturalmente Tony. GRAZIE. Ciao a tutti e alla prossima


E il 7° giorno ci siamo riposati (come già Qualcuno aveva fatto molto tempo prima di noi)


Ascolto...