sabato 30 gennaio 2010

ferie d'agosto

Anche quest'anno, come ormai da 12 anni, siamo(Tony,Emilia, Sara e Irene) tornati a trascorrere le ferie d'agosto nel maso della famiglia Miribung David e Edit a Furnacia nel comune di La Val. E' sempre emozionante arrivare quì,sembra di tornare a casa (la nostra seconda casa). Ci siamo innamorati di questo luogo e penso che vi trascorreremo le vacanze per tanti anni.


5 agosto: grande traversata dal passo Gardena a Pescol passando per il rifugio Puez. Escursione ricca di contrasti, con un sorprendente alternarsi di scenari. Con Sara e Norma siamo partiti dal passo Gardena. Dopo un primo tratto in leggera salita si giunge all'Utia Clark e da dietro il rifugio si sale ripidamente per un erto pendio, per entrare poi nell'affascinante scenario di bizzarre torri di roccia sul passo Cir. Dal passo si scende e si entra nel circo glaciale della val Chedul per salire poi ripidamente al passo Crespeina. Si costeggia il lago di Crespeina poi si attraversa l'ondulato altipiano fino al rif. Puez. Dal rifugio per il sentiero n°6 si sale al passo Puez e poi in ripidissima discesa per un canale fino alla malga Antersasc e di seguito a Pescol. La giornata è stata splendida e il sole ci ha accompagnato per tutte le 7h impiegate per compiere la traversata.















6 agosto: nella valle dei mulini. Da S.Martino in Badia si raggiunge Longiarù nell'omonima valle laterale della Badia. Parcheggio sulla strada per i borghi ''viles'' di Miscì e Seres, poi si entra nella Val di Morins detta valle dei Mulini visto che sul Rio Seres ci sono almeno otto mulini. Questo gruppo unico nel suo genere è stato accuratamente restaurato e l'acqua è tornata a scorrere nei canali di legno e le ruote ad acqua a girare. Si sale a fianco del torrente costeggiando i mulini, alcuni dei quali sono aperti e visitabili anche all'interno. Lungo tutto il percorso sono presenti cartelli che forniscono ogni tipo di informazione sul tema.





7 agosto:bellissima passeggiata partendo da Furnacia, passando per i bellissimi prati dell'armentara, fino a raggiungere l'Ospizio di Santa Croce e l'omonima chiesa. Il paesaggio è affascinante:da un lato roccia che si innalza in verticale verso il cielo, dall'altro, magnifica vista che spazia sulla verde valle dell'Alta Badia e a sud la Marmolada coperta dal suo scudo di ghiacci







11 agosto: escursione al Sas de Stria. Bellissima passeggiata intorno al Sas de Stria passando per postazioni,camminamenti,trincee e gallerie della Grande Guerra. E' stato come visitare un grande museo all'aria aperta, di fronte allo stupendo scenario di montagne.







12-13 agosto: escursione sulle alpi breonie al cospetto del gruppo ''dolomitico'' del Tribulaun. Insieme a Mario e Norma siamo partiti da la Val verso Vipiteno per risalire la stupenda valle di Fleres fino al parcheggio di Sasso da dove si dipartono vari sentieri.Il nostro obiettivo era raggiungere il rif.Cremona dove avevamo precedentemente prenotato per trascorrervi la notte.Quindi dal parcheggio ci siamo incamminati per il sentiero n°6;dopo mezz'ora circa siamo arrivati alla Ochsenalm. Da qui in poi è tutto in salita per superare il dislivello di 800m fino al rifugio. Abbiamo impiegato circa 2 ore e mezzo per arrivare in questo luogo incantevole dove è il rif.Cremona alla Stua e vicino il Stubensee coperto quasi completamente da una stupenda fioritura di eriofori tanto da sembrare una coperta di cotone.









Il mattino successivo dopo una bella colazione via a scattare altre foto. La giornata era splendida e allora,prima di scendere a valle ,ci siamo sdraiati al sole cullati dal silenzio e dalla bellezza delle cime,come per dare ulteriore nutrimento alla nostra passione.




Il 15 di agosto,nel rispetto delle tradizionioni, si svolge una bellissima processione per i sentieri nei prati intorno alla chiesa parrocchiale.Si indossano i costumi tradizionali e tutta la comunità vive una giornata di festa e di serenità, condivisa con tutti i turisti. Un giorno di spiritualità e felicità nello stesso tempo.


Ciao amici,siete invitati alla prossima avventura e se volete, lasciate un commento.

sabato 1 agosto 2009

Da Rocca Calascio al Monte Camicia


Dopo aver attraversato Campo Imperatore siamo giunti a Rocca Calascio in serata, appena in tempo per salire fino al castello e godere delle luci del tramonto.
Rocca Calascio è situata a 1500 metri di altitudine e vanta il primato di essere il castello a quota più alta e maggiormente conservato d’Italia. E’ un luogo fiabesco, sembra sospeso tra la terra e il cielo e si erge imponente a guardia della valle del Tirino.
La serata si è conclusa con una romantica cena nel ristorantino dell’Ostello della Rocca, consiglio a tutti di trascorrere almeno un paio di giorni in questo luogo incantevole.




Il mattino dopo partenza per il Monte Camicia.
Il Monte Camicia fa parte della catena del Gran Sasso d’Italia e andando verso sud – est è l’ultima grande elevazione che raggiunge la quota di m 2564. Questa montagna ha un aspetto dolce nel versante verso Campo Imperatore con prati, pascoli, l’incisione del Vallone di Vradda e il cocuzzolo roccioso della cima. Nel versante teramano il Camicia mostra il suo lato spettacolare: la parete nord, rocciosa e a tratti verticale, sovrasta le colline sottostanti con un salto di oltre 1200 m tanto da aver meritato il soprannome di Eiger dell’Appennino.
Arrivati a Fonte Vetica (punto di partenza per la salita) abbiamo preso il sentiero che dopo aver attraversato il bosco, con ripide salite raggiunge la sella di Fonte Fredda, e da qui al Monte Tremoggia. Da questa cresta erbosa il panorama è splendido; lo sguardo volge verso la maiella, Sirente e Velino, l’altopiano di Campo Imperatore gran parte delle colline teramane fino al blu del mare. Bellissimo il colpo d’occhio sul Monte Camicia, la parte alta del Vallone di Vradda e la cresta della parete nord dove spicca il dente del Lupo sulla destra.
Dal tremoggia abbiamo proseguito seguendo il sentiero sempre ben visibile che costeggia la cresta della parete nord e arrivati alla testata del Vallone di Vradda, su una selletta brecciosa, per breve e ripida salita siamo giunti in cima dove è posta una croce. Una breve sosta e poi via in discesa lungo il Vallone di Vradda per tornare a Fonte Vetica da dove eravamo partiti.


Io, Tamara, Paola, Antonella e Laura abbiamo impiegato 3h per salire e 2h per la discesa. E’ stato faticoso ma alla fine la soddisfazione si leggeva negli occhi di tutti.
Per concludere degnamente la giornata ci siamo fermati in un chiosco vicino Fonte Vetica per gustare arrosticini, formaggio e vino. Poi via verso casa pensando ad un’altra escursione, ad una nuova avventura.

Ascolto...